Agli inizi del XIV secolo la famiglia Malatesta dona alcune proprietà all’interno della città di Rim

Chiesa di Santa Maria dei Servi

Agli inizi del XIV secolo la famiglia Malatesta dona alcune proprietà all’interno della città di Rimini ai Servi di Maria che vi costruiscono una prima cappella. Pochi anni dopo i frati decidono di ampliare la propria chiesa costruendone una maggiore, della quale oggi si può osservare il fianco lungo il Corso d’Augusto. La chiesa era ad unica navata,  all’interno si trovavano numerosi altari ed opere d’arte, la zona absidale era caratterizzata da tre cappelle con quella centrale di dimensioni maggiori. La cappella laterale destra era stata fatta costruire dalla nobile famiglia degli Agolanti, alla quale si deve lo stemma in una lesena sul fianco della chiesa, della metà del Trecento. 

Fra il 1774 e il 1777 la chiesa ed il convento vennero rinnovati su disegno dell’architetto bolognese Gaetano Stegani (1678-1777); collaborò come stuccatore e plasticista il riminese Antonio Trentanove.

Nel 1798 l'Ordine dei Serviti fu soppresso e il convento passò ai Domenicani che erano stati allontanati dal loro convento di San Cataldo. I Domenicani vi portarono numerose opere d’arte appartenenti alla loro precedente sede ma il loro ordine venne revocato nel 1799.

Dal 1806 la chiesa è divenuta parrocchia di Santa Maria in Corte.

Nel 1885 il parroco don Ugo Maccolini istituì la Pia Opera del Rosario e grazie ai fondi raccolti con essa, poté ricostruire la facciata della chiesa realizzata nel 1894 su disegno dell’ing. Giuseppe Urbani (1861-1937), riedificare la parte superiore del campanile e decorare l’interno della chiesa con dorature realizzate dal bolognese Luigi Samoggia.