L'Anfiteatro romano sorgeva ai margini del centro abitato di Ariminum, in prossimità

Anfiteatro

L'Anfiteatro romano sorgeva ai margini del centro abitato di Ariminum, in prossimità della linea di costa, allora più arretrata rispetto all'attuale. Di forma ellittica, complessivamente misurava 118x88 metri, mentre l'arena aveva un’ampiezza di metri 73x44, non lontana da quella dei più grandi anfiteatri. Vi si svolgevano spettacoli gladiatori che richiamavano un vastissimo pubblico, di almeno 12.000 spettatori. L’accesso avveniva attraverso i due ingressi principali posti all’estremità dell’asse maggiore, e le numerose altre entrate che immettevano nel corridoio perimetrale, da cui si accedeva alle scale che conducevano alle gradinate in pietra. Edificato nel II secolo d.C., come testimonia la moneta dell’imperatore Adriano rinvenuta in una muratura, si sviluppava su due ordini sovrapposti. La sobria struttura in laterizio, che presentava all’esterno un porticato di 60 arcate, doveva risultare di grande effetto specie per chi giungeva dal mare.

Quando nel III secolo, per fronteggiare la calata dei barbari, la Città si dotò di una nuova cinta difensiva, l'anello esterno dell'Anfiteatro fu inglobato nel circuito murario. Persa la funzione originaria, venne nel corso del Medioevo adibito ad orti. Nel 1600 vi sorgeva un lazzaretto, collegato alla Chiesa e Monastero di Santa Maria in Turre Muro. Vicende che ne hanno occultato la memoria fino a quando, nell'Ottocento, Luigi Tonini riportò alla luce parte delle strutture. Rimane tuttora interrato il settore sud-occidentale su cui, dal dopoguerra, insiste il Centro Educativo Italo Svizzero.