Al momento sono tre le persone che sono state scelte per avviare il progetto, che sono già state do

Decoro urbano, entra nel vivo il progetto per il coinvolgimento dei detenuti per la cura del decoro urbano

4 Febbraio 2015
Entra nel vivo il progetto promosso dal Comune di Rimini e dalla Casa circondariale di Rimini per il coinvolgimento dei detenuti nella cura del decoro urbano della città. Dopo l’approvazione della convenzione tra l’Amministrazione e la Casa Circondariale, sono state individuate le persone che saranno coinvolte nel progetto e che dunque saranno impegnate attivamente in attività di pubblica utilità, a partire dalla rimozione dei graffiti e delle scritte che deturpano le mura e gli edifici sia pubblici sia privati della città.

Al momento sono tre le persone che sono state scelte per avviare il progetto, che sono già state dotate di tutte le attrezzature e dei dispositivi di sicurezza utili per portare a termine i lavori, realizzati sulla base delle indicazioni fornite dall’Amministrazione. Definita anche la prima parte del piano di intervento sugli edifici pubblici: tra i primi immobili ad essere ‘ripuliti’ anche due edifici scolastici e le mura dell’Università di via Cattaneo, in centro storico. Programmati anche i primi interventi sugli edifici privati: a tal proposito l’Amministrazione Comunale invita sia i proprietari degli immobili sia gli amministratori di condominio a fare presenti le situazioni di degrado in modo tale da poter definire in maniera precisa gli interventi di rimozione dei graffiti e di pulizia.

“Crediamo molto in questo progetto, una delle varie iniziative che vogliamo mettere in campo per favorire il percorso rieducativo dei detenuti – commenta il vice sindaco Gloria Lisi – e soprattutto per avvicinare la città con il mondo del carcere. I primi interventi partiranno a breve e speriamo di poter coinvolgere a breve un maggior numero di persone. Il progetto è affiancato ad altri che abbiamo già avviato, come la convenzione con il Tribunale per ospitare lavori socialmente utili come pensa sostitutiva per guida in stato di ebbrezza, ambito nel quale dal 2012 al 2014 sono state coinvolte un centinaio di persone. Si tratta di un modo per agevolare il reinserimento nella società, di rinforzare la funzione riabilitativa chi sta scontando una pena in carcere, dando loro l’opportunità di svolgere un lavoro utile alla comunità”.