“Da Zoroastro a Pletone: la “prisca sapientia”.

Da Zoroastro a Pletone: la prisca sapientia

17 Dicembre 2002
Ultima delle cinque in programma, con la conferenza di Antonio Panaino si concluderà venerdì il ciclo di incontri sul filosofo greco amato da Sigismondo
“Da Zoroastro a Pletone: la “prisca sapientia”. Persistenza e sviluppi” è il titolo della quinta e conclusiva conferenza del ciclo “Sul ritorno di Pletone (un filosofo a Rimini)”, dedicato al filosofo greco in occasione del 550° anniversario della sua morte. La conferenza di venerdì 20 dicembre alle ore 21.00, nella sala della Cineteca comunale di Rimini in Via Gambalunga 27, sarà tenuta da Antonio Panaino (Università di Bologna – Sede di Ravenna). Secondo il filosofo, le cui spoglie furono traslate a Rimini, in una delle arche del Tempio malatestiano, unico trofeo della campagna di Morea di Sigismondo e ultima decorazione del Tempio, “la saggezza si contrae in poche parole e tratta poche cose; perché riguarda i princìpi dell’essere e chiunque li abbia afferrati alla perfezione, sarà capace di giudicare bene quanto possa venire alla conoscenza dell’uomo…”. Giorgio Gemisto Pletone, infatti, di fronte alla decadenza dell’impero bizantino, aveva trovato nelle dottrine platoniche e neoplatoniche, nei mitici scritti zoroastriani e pitagorici il fondamento di un radicale programma di rinnovamento politico e religioso, di una rinascita della più antica sapienza che fosse, al contempo, l’inizio di un nuovo tempo dell’esperienza umana. Convinto che solo la più chiara e assoluta conoscenza della verità potesse trarre gli uomini dalla confusa incertezza e dal contrasto di opinioni dogmatiche, Pletone si richiamava ad un’antichissima verità, comune a tutto il genere umano e pura da ogni contaminazione e tale tradizione illustrava in una dottrina, che certo doveva restare necessariamente esoterica, con la sua concezione di un universo immutabile ed eterno, con la sua idea dell’anima umana, immortale e celeste e, in quanto tale, simile agli dei e capace di congiungersi ad essi. E al fondo del suo pensiero restava la previsione del ritorno all’unità originaria di ogni sapere, chiuso il tempo funesto delle divisioni, dei dogmi e delle credenze, che trovasse la sua espressione nel culto comune dell’eterno universo divino. Questi, alcuni dei temi, seducenti e misteriosi quanto la figura del filosofo di Mistrà, che verranno toccati nel corso della conferenza conclusiva di un ciclo dal successo di pubblico molto superiore alle aspettative. Le conferenze sono promosse dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini e organizzate dalla Biblioteca Gambalunga in collaborazione con l’Associazione “O.L.P. One Labour Party” e l’Editore riminese Walter Raffaelli. Per informazioni: Biblioteca Civica Gambalunga (tel. 0541 51105, fax 0541 24227) ANTONIO PANAINO Biobibliografia Antonio Panaino, nato nel 1961, è docente di Filologia iranica ed è da qualche mese Preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna (sede di Ravenna). Coordinatore del Progetto Storia delle Scienze antiche e orientali dell’Is.I.A.O (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente), dirige la Collana di Studi Orientali delle edizioni Mimesis di Milano. Dal sttembre 1999 è presidente della Società Iranologica Europea ed è l’inventore del nome e del progetto MELLAMU (la divina radianza, l’aura nell’antico accadico-sumerico) sull’eredità intellettuale dell’Assiria e di Babilonia in Oriente e in Occidente, il cui primo congresso internazionale si è tenuto nell’ottobre 2001. È autore di diverse monografie e di numerosi contributi scientifici ed accademici. Tra essi ricordiamo Tistrya (Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, 1990-1995), Tessere il cielo. Considerazioni sulle Tavole astronomiche, gli Oroscopi e la Dottrina dei Legamenti tra Induismo, Zoroastrismo, Manicheismo e Mandeismo (1998), del romanzo.Il tacco rosso (Mimesis, Milano, 1997), de La novella degli scacchi e della tavola reale. Una antica fonte orientale sui due giochi da tavoliere più diffusi tra Tardoantico e Medioevo e sulla loro simbologia militare e astrale e curatore di Vendidad, legge di abiura di tutti i demoni dell’Avesta zoroastriano (Mimesis, Milano). Co-curatore degli Scritti sulla Storia dell'Astronomia antica di Giovanni Schiaparelli (Mimesis, Milano, 1997). Co-autore di L’astrologia e la sua influenza nella filosofia, nella letteratura e nell'arte dall’età classica al rinascimento (Nuovi Orizzonti, Milano). Curatore e co-autore di Sulla Soglia del Sacro : Esoterismo e Iniziazione nelle grandi religioni e nella tradizione massonica (Mimesis, Milano, 2002).