Si apre alla Far Fabbrica Arte Rimini (Piazza Cavour - Palazzo del Podestà) sabato 18 febb

Si apre alla Far Fabbrica Arte Rimini sabato 18 febbraio 2017 alle ore 18 la mostra dal titolo Specchiata di Verter ed Erich Turroni

16 Febbraio 2017
FAR Fabbrica Arte Rimini dal 18 febbraio al 2 aprile 2017 - Inaugurazione 18 febbraio ore 18. Orario 10-13/16-19 - Ingresso libero - chiuso lunedì non festivi
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Si apre alla Far Fabbrica Arte Rimini (Piazza Cavour - Palazzo del Podestà) sabato 18 febbraio 2017 alle ore 18 la mostra dal titolo Specchiata di Verter ed Erich Turroni. Un passo doppio, un tandem dal carattere magico e visionario quello dei due fratelli cesenati che oltre alla condivisione del nome accostano una ‘specchiata’ relazione di intenti, una fusione sensibile e riflettente. 

Un progetto, questo presentato alla FAR, che scopre le carte della creatività e della sperimentazione artistica e che metterà in dialogo il percorso a volte ravvicinato e concorde, a volte dissonante dei due fratelli, presentando opere che documentano il loro lungo viaggio di ricerca e il legame intellettuale che li unisce.

I risultati sono quelli di scenografiche installazioni dove scultura e manipolazione della materia che si fa tattile e ruvida nella superficie e possente nelle dimensioni derivano dalla capacità dei Turroni di padroneggiare le forme con l’abilità di alchimisti; abilità che si spinge nell’uso della resina che avvolge e blocca congelandoli in un bozzolo alcune loro opere, anche i disegni. Celano tracce di vita, ma sono tracce che ancora palpitano emergendo con segni e pigmenti e che descrivono nozioni e sembianze di un mondo fragile e precario: un appunto di luogo, un frammento di paesaggio o di habitat di una natura possibile e dimenticata; o ancora, un volto, un profilo umano a testimonianza dell’esistenza di un residuo di umanità al di fuori dello smarrimento e del crepuscolo in atto e che va al là della realtà post-human che ci assieda.

 

«Le virtù specchiate dei Turroni – ha scritto Massimo Pulini - sono fatte anche di necessità, come vuole il detto. Necessità di lavoro e insieme di obiettivo, il loro applicarsi quotidiano è utile alla sussistenza tanto quanto al raggiungimento di raffinati risultati artistici. Rarissimo è trovare un connubio, oggi, tra queste due condizioni del fare. Desiderio e necessità non sembrano più nemmeno parenti, ma è soprattutto la storia della scultura a dimostrarci quanto il lavoro fisico sia intimamente legato alla sublimazione estetica »…

«Si dà il caso che i Turroni, anche quando dipingono o disegnano o lavorano di patina, lo fanno con tutto il corpo. Si immergono nella materia per dipingerla da dentro, riscattando sia Narciso che Alice, e tenendo sotto pressione la pittura tramite la scultura».

«Ci sarebbe molto altro da dire, delle figure affogate di Erich e delle viscere architettoniche di Verter - continua Pulini - dei racconti filamentosi dell’uno e degli enigmi scortecciati dell’altro, della resina che ingloba come un’ambra le forme e le figure, ma il nucleo di tutti i discorsi che si potrebbero fare, intorno allo specchiarsi di due fratelli in una mostra, si ferma qui, appena sotto la superficie dello specchio».

 

VERTER TURRONI nasce a Cesena nel 1965 e si diploma all'Accademia di Belle Arti di Ravenna. Vive e lavora a Gambettola (FC).

ERICH TURRONI nasce a Cesena nel 1976; vive e lavora a Gambettola (FC). Si diploma all' Accademia di Belle Arti di Ravenna. Partecipa alla XV Quadriennale di Roma al Palazzo delle Esposizioni nel 2008 e tra le ultime mostre collabora al progetto Cristallino con CARSICO nel 2016 al Musas di Santarcangelo.