E’ stata presentata questa mattina in piazza Cavour l’auto nata dal progetto di ricerca in

Rimini festeggia Emilia 4, il prodotto dell’innovazione emiliano romagnola e anche riminese che ha stupito l’America

4 Ottobre 2018
E’ stata presentata questa mattina in piazza Cavour l’auto nata dal progetto di ricerca industriale avanzata sviluppata e costruita dall'Università di Bologna e dal Team Onda Solare.
  • presentazione Emilia 4 in piazza Cavour
  • presentazione Emilia 4 in piazza Cavour
  • presentazione Emilia 4 in piazza Cavour
  • presentazione Emilia 4 in piazza Cavour

 

E’ stata presentata questa mattina in piazza Cavour l’auto nata dal progetto di ricerca industriale avanzata sviluppata e costruita dall'Università di Bologna e dal Team Onda Solare.

Onda Solare, unico team europeo in gara con ‘Emilia 4’, ha recentemente vinto l‘American Solar Challenge, gara riservata a vetture solari, percorrendo 2700 chilometri attraverso la regione delle montagne rocciose, sfruttando per giungere al traguardo esclusivamente energia solare senza mai collegarsi alla rete elettrica per ricaricare le batterie.

Nata da un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Emilia Romagna grazie ai fondi Por Fesr, sviluppata e costruita interamente in Emilia Romagna con il coinvolgimento del CIRI Meccanica avanzata e Materiali e il CIRI aeronautica e il sostegno di diverse aziende e centri di ricerca tra cui il Centro di supercalcolo del Cineca e Scm Group di Rimini.

Un prodotto nato quindi nella nostra terra. Non solo, per muoversi Emilia 4 utilizza una quantità d’energia simile a quella che serve per far funzionare un asciugacapelli.

“E’ con orgoglio – hanno detto gli assessori alle politiche ambientali e alla mobilità Montini e Frisoni nel corso della consegna di un riconoscimento ufficiale dell’Amministrazione comunale riminese che ha patrocinato il progetto nelle mani del riminese Giangiacomo Minak, professore associato di Progettazione meccanica e costruzione di macchine presso la scuola di Ingegneria ed Architettura dell’Università di Bologna e portavoce del tean Onda Solare – che siamo qui, oggi, ad ammirare il prodotto dell’ingegno e dell’impegno nella ricerca tecnologica più avanzata delle nostre università e dei nostri ricercatori capace di caratterizzarsi e primeggiare nel mondo per l’altissimo livello d’innovazione raggiunto portando il vessillo della nostra Regione, parte fondamentale di questa scommessa.”

Oltre all’Amministrazione comunale che ha patrocinato il progetto di Onda Solare erano presenti il direttore Innovazione Federico Ratti e Denise Dujmic, R&D Specialist, per Scm Group e il direttore di Uni.Rimini Lorenzo Succi.

“Grazie ai continui investimenti in ricerca e innovazione attuati dal Gruppo e in particolare dalle tecnologie Cms – ha detto Federico Ratti, Direttore Innovazione Scm Group, che ha supportato il progetto “Emilia 4” in qualità di partner tecnologico - abbiamo potuto mettere a disposizione i nostri centri di lavoro per tutta la carrozzeria, le strutture e il telaio in fibra di carbonio. E, prima ancora, il progetto è stato supportato dal nostro Centro di Ricerca Industriale che ha messo a disposizione il know-how dei suoi tecnici e ingegneri, tra i quali Denise Dujmic che ha anche vissuto con il team Onda Solare l’avventura americana. La scelta di collaborare con le nostre tecnologie a progetti d’avanguardia come quest’auto elettrica a trazione solare, nasce dalla volontà di vivere a fondo le esigenze di processo dei settori di cui oggi siamo partner, per sviluppare quindi le soluzioni innovative più rispondenti sulle nostre macchine e semplificarne sempre di più l’operatività.”

 

Emilia 4 – la scheda

Nata da un progetto di ricerca industriale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna grazie ai Fondi europei - Por Fesr 2014-2020, l'auto solare Emilia 4, è stata sviluppata e costruita interamente in Emilia-Romagna dall'Università di Bologna e dal team di Onda Solare, con il coinvolgimento del CIRI Meccanica Avanzata e Materiali e il CIRI Aeronautica e il sostegno di diverse aziende e centri di ricerca, tra cui il Centro di super calcolo del Cineca e Scm Group. Il lavoro di progettazione, che ha coinvolto una sessantina di persone, è durato due anni, mentre la fase di costruzione è stata portata a termine in meno di un anno. Il veicolo sviluppato dalla squadra di Onda Solare, ha un aspetto simile a quello di un'auto tradizionale ma con una grossa differenza nel campo dei consumi: per muoversi Emilia 4 utilizza una quantità di energia simile a quella necessaria per far funzionare un asciugacapelli. Con due motori elettrici posizionati dentro alle ruote, è alimentata da cinque metri quadrati di pannelli solari ad alto rendimento collegati a batterie al litio di ultima generazione.

Emilia 4, ha trionfato all'American Solar Challenge, competizione riservata a veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo. Dopo 2700 chilometri attraverso la regione delle Montagne Rocciose, dal Nebraska all'Oregon, il team Onda Solare - unica squadra europea in gara - ha chiuso il percorso conquistando il primo posto. E sono arrivati anche due premi speciali: il premio per il miglior progetto meccanico e il premio per il miglior progetto della batteria. Un successo che conferma il ruolo di primo piano dell'Università di Bologna nel settore dell'Automotive a livello mondiale, e che apre la strada a possibili importanti ricadute in campo industriale. La sfida di Emilia 4 era partita il 6 luglio, con una serie di prove preliminari su circuito (per un totale di quasi 500 chilometri percorsi), tutte superate con ottimi risultati. Poi, il 14 luglio è partita la gara vera e propria. L'auto solare nata dalla ricerca Unibo ha gareggiato nella categoria Cruiser, quella riservata ai veicoli con più di un posto (Multi Occupant Vehicle). Da notare, a questo proposito, che Emilia 4 è un’auto solare a quattro posti (la prima auto italiana di questo tipo), mentre gli altri veicoli arrivati al traguardo sono tutti a due posti. Non solo: l’auto dell’Alma Mater è arrivata al traguardo sfruttando esclusivamente l’energia solare, senza mai collegarsi alla rete elettrica per ricaricare le batterie, e percorrendo autonomamente l’intero percorso, mentre tutti gli altri veicoli in gara hanno dovuto essere trainati su carrello per almeno un tratto del tracciato.