Rimasto solo, nessuno più se ne prende cura e, recuperato dagli operatori circa 2 mesi fa, arriva in

Bernardo il gatto trova casa

12 Marzo 2018
Il pelo tutto sporco e arruffato, ipotermico, disidratato e affetto da una grave forma di gengivite, Bernardo era l’ultimo superstite di una colonia felina censita presente sul territorio del comune di Rimini.

Rimasto solo, nessuno più se ne prende cura e, recuperato dagli operatori circa 2 mesi fa, arriva in canile “Stefano Cerni” in condizioni disperate.

Ma Bernardo è un gatto meraviglioso di circa 14 anni - forse con qualcuna di più delle 7 vite attribuite ai felini – ma non è solo bisognoso di aiuto dal punto di vista sanitario, a cui risponde in modo ottimale migliorando di giorno in giorno. L’incompatibilità tra la sua condizione e la precedente vita in libertà non consente il reinserimento in colonia e da subito agli operatori del “Cerni” appare chiaro come a Bernardo occorra una casa e qualcuno che si prenda in cura di lui. La disponibilità non gli manca certo. Si rileva un gran mangione, adora essere spazzolato e la sua dolcezza è infinita, appena in braccio contraccambia tutti con le fusa fino ad addormentarsi conquistando subito tutti.

Dieci giorni fa la telefonata così attesa: “Vorrei adottare Bernardo”, così Erika si è presentata raccontandoci con ferma volontà la sua richiesta per portare a casa il micio vecchietto vissuto per anni in strada.

Una nuova adozione, una “adozione del cuore” simile quelle avvenuta in altre 149 occasioni in struttura nel solo 2017, “un risultato – dicono dal canile – che ci stimola ma non soddisfa perché in campo felino c’è ancor tanto da fare.”

Ma se una nuova storia si può concludere col lieto fine ciò lo si deve anche grazie alla condivisione della sua storia ai media, ai social, alla stampa; il suo video pubblicato sulla pagina del canile di Rimini, supera in pochi giorni 1500 visualizzazioni.

E finalmente ecco Erika, che venuta a conoscenza della sua storia ne rimane conquistata, il maltempo le ha impedito di venire il giorno successivo alla sua chiamata, ma appena la situazione torna nella normalità, eccola arrivare in canile, munita di trasportino. Già durante la telefonata le spieghiamo quali sono le condizioni del micio, delle sue esigenze e necessità, e questo non fa che rafforzare la sua determinazione.

“Non nascondiamo la nostra commozione - dicono gli operatori - nel vederlo accoccolato tra le braccia della sua mamma “umana” prima di farlo entrare nel trasportino e non troviamo le parole per descrivere l’emozione nel vederli uscire insieme e sapere che questa notte il nostro Bernardo ha dormito per la prima volta in una casa, nella SUA casa. A tutti coloro che a titolo diverso hanno contribuito a questo lieto fine grazie, grazie di cuore”.