Accolto nell’agenda dell’Anno  Europeo del Patrimonio Culturale 2018, il Festival si confi

Antico/Presente Festival del Mondo Antico - APERTURA VENERDÌ 12 OTTOBRE

11 Ottobre 2018
Antico/Presente Festival del Mondo Antico, che lo scorso anno aveva abbracciato il decennale dell’apertura della Domus del Chirurgo, incontra nella sua XX edizione la ricorrenza della morte di Sigismondo Pandolfo Malatesta (9 ottobre 1468) aggiornando il suo calendario al 12, 13 e 14 ottobre.
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Accolto nell’agenda dell’Anno  Europeo del Patrimonio Culturale 2018, il Festival si configura  come una delle manifestazioni di punta di enERgie diffuse, la  settimana della cultura (7-14 ottobre 2018) promossa dalla Regione  Emilia-Romagna (https://energiediffuse.emiliaromagnacreativa.it/).


Il titolo TRA ORIENTE E OCCIDENTE. DIALOGHI NEL TEMPO dichiara quello che è l’argomento-guida della rassegna.

Un tema di ampio respiro che attraversa tutta la storia europea, connotando anche l'epoca di  Sigismondo, e che sarà affrontato da molteplici punti di vista, spaziando attraverso le epoche, fino alla contemporaneità, sempre con un’attenzione al rapporto fra passato e presente e con uno sguardo sul  panorama internazionale.

Ancora una volta ad aprire la manifestazione saranno i tanti studenti  che hanno aderito alle proposte rivolte a loro in esclusiva nella mattinata di venerdì 12 ottobre. Appuntamenti “con la storia”  differenziati per i vari ordini di Scuola, che vedranno i più grandi partecipare al Teatro degli Atti a un incontro/confronto “propedeutico” dal titolo /Che cos’è Oriente? Che cos’è Occidente? Una riflessione tra  filologia, letteratura, antropologia, a cura di Mario Lentano dell’Università di Siena.

Fra le numerose sinergie che il Festival ha saputo creare in questi  anni, quella con una delle più importanti realtà culturali del  territorio, *l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli*”,  promotore di due momenti significativi del programma della prima  giornata: la**III Sessione**del Convegno Internazionale di Studi su  Filone Alessandrino, intitolata /Le radici del dialogo tra i figli di  Abramo L’attualità del modello filoniano/(dalle *ore 9,30 al**Museo
della Città*)**con interventi di*Franco Cardini, di Massimo Giuliani e  di Angelo Scarabel che esplorano le implicazioni interreligiose  dell’eredità culturale e spirituale del grande pensatore ebreo vissuto agli inizi della nuova era; la presentazione del volume a cura di Johnny  Farabegoli  e Natalino Valentini.

L’Umanesimo cristiano del Tempio  Malatestiano.**Percorsi di riscoperta artistica, teologica e  sapienziale,  cui parteciperanno, con gli autori,//*Maurizio Malaguti e Monica Centanni (Tempio Malatestiano ore 16). *Incontro quest’ultimo  che vede anche la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

L’apertura ufficiale del Festival è affidata alla/lectio magistralis Giustizia e mito  che Marta Cartabia  e Luciano Violante  terranno  alle*ore 17.30 nella Sala del Giudizio del Museo della Città. 

Un affondo nella classicità che aveva già mostrato come ci siano dilemmi  del diritto riaffioranti in tutte le società e che aveva creato figure  come Antigone, Creonte, Edipo, emblematiche delle vicende sanguinarie e  sconvolgenti di una legge umana e insieme divina, di un diritto che è  prodotto degli uomini ma anche della morale dominante. E una riflessione  sull’oggi in cui, anche se emancipata dal suo primitivo nucleo  vendicativo e amministrata nel nome dei diritti fondamentali e  inviolabili della persona, sanciti definitivamente dalle costituzioni  moderne, la giustizia non risana mai del tutto i conti.

A conclusione un brindisi ai venti anni del Festival con Marcello Di  Bella, l’ideatore di Antico/Presente Festival del Mondo Antico che ha diretto fino al 2009.

La serata riserva tre proposte.

Al  Teatro degli Atti (ore2)Valerio Massimo Manfredi,  scrittore e archeologo, con Marco Guidi, giornalista per molti anni inviato  di guerra sui fronti mediorientali e balcanici, sono i protagonisti  dell’incontro/Occidente addio. La Turchia volta pagina.Fini conoscitori e narratori della storia e della realtà dei paesi balcanici e mediorientali, Manfredi e Guidi tracciano la strada di una  riflessione profonda sull’attuale situazione socio-politica turca con un  occhio che volge al passato del paese.
Una serata di musiche e parole, anzi, di lingue, viene proposta al Bar  Lento (ore 21.30) da Armida Loffredo (canto),Marcello Iiriti
(fisarmonica),Simone Mauri  e Maria Rossi  (voci narranti). Dido’s  Songs: echoes café.Concerto parlato/è un elegante e desueto café  chantant che si specchia in un incontro sulle lingue e la loro eco.
Musiche da paesi che hanno conosciuto il passaggio e il dominio greco e  romano, alla ricerca di tracce linguistiche e di ponti fra culture che
oggi si riconoscono poco l’una nell’altra.

Castel Sismondo, venerdì 12, sabato 13, domenica 14 ottobre alle ore 2 torna in scena  "Malatesta",  spettacolo teatrale itinerante ideato e diretto da Gianluca Reggiani, Adattamento di Davide Brullo da  “Malatesta” di Henry de Montherlant. Con Gianluca Reggiani, Tamara Balducci, Mirco Gennari, Andrea Argentieri, Paolo Canarezza, Michele Abbondanza, Mirko Ciorciari, Rossano Varliero, Géza Terner, Irene Zanchini
Un incontro ravvicinato, all’interno del suo Castello, con un Sigismondo cinquantenne sulla via del tramonto, stanco ma non domo, isolato. In un’atmosfera carica di tensione, dominata dal complotto e dall’intrigo, Sigismondo si muove come una belva in gabbia facendo emergere tutta la sua irrequietezza. Con un epilogo tragico, degno della sua incredibile vita.

Lo spettacolo è a pagamento.

Info e prenotazioni: 349.1465476 (anche con Whats App e SMS)
 

Nella giornata di venerdì prende avvio il laboratorio teorico pratico Costruiamo un pavimento romano (Laboratorio Dimora Energia ore 10) a  cura di Gio Urbinati, Dario Valli, Maria Luisa Stoppioni.

L’attività, articolata su due giornate e corredata dalla visita alla Sezione archeologica del Museo della Città e alla Domus del Chirurgo, si ispira a classi pavimentali molto interessanti e poco conosciute, composte, attraverso la replicazione di posa di elementi in terracotta di forma geometrica, in stesure perlopiù omogenee, talvolta con piacevoli contrasti cromatici. Con la guida dei docenti, i partecipanti
produrranno la pavimentazione di un balneum  romano, utilizzando le proporzioni auree. 

Info e prenotazioni: 338.8307779, info@dimoraenergia.com
<mailto:info@dimoraenergia.com>

Infine da venerdì 12 ottobre e fino a domenica 25 novembre sarà possibile visitare tutte le esposizioni allestite al Museo della Città in  occasione del Festival.

Le sale malatestiane ospitano MUSEI IN CONNESSIONE. Il MAO di Torin, a cura di  Generoso Urciuoli (MAO).

Alcune opere scelte a rappresentare la collezione della Sezione islamica dialogano con le opere del Museo della Città in una proposta che, legandosi al tema del Festival, apre ad altri mondi e a orizzonti culturali diversi sollecitando un dialogo e nuove letture. Sono esposti un piatto di provenienza iraniana, riferibile al periodo safavide (dinastia di origine turca regnante sulla Persia tra il 1501 e il 1736) che sviluppa una raffinata produzione di vasellame dipinto in bianco e blu sotto vetrina trasparente, ispirata dai motivi decorativi cinesi diffusi grazie all’imponente presenza di artigiani giunti dalla Cina presso le sontuose corti dell’impero; una piastrella in ceramica policroma emblematica della caratteristica dell’arte islamica di rivestire interi edifici di piastrelle colorate; un esemplare prodotto in Turchia alla fine del XVI sec.; una brocchetta in ottone e argento, di provenienza siriana o egizia, datata fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo d.C..

Sempre nelle sale malatestiane è esposto al pubblicol’«inventario di Isotta», una preziosa e unica testimonianza sulla corte malatestiana raccontata attraverso le cose di Sigismondo.Redatto il 13 ottobre 1468, in adempimento alla legge riminese che imponeva alle vedove di stilare
l’elenco dei beni del defunto entro 5 giorni dal decesso, l’inventario documenta lo stato di fatto di Castel Sismondo, ultima dimora di
Sigismondo Pandolfo Malatesta. /LE COSE DI SIGISMONDO. L’inventario dei beni del castello redatto da Isotta il 13 ottobre 1468 è il titolo
della proposta, a cura di  Elisa Tosi Brandi, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Rimini.

A piano terra del Museo della Città è allestita la mostra /OLTRE GLI SGUARDI. Istantanee etnografiche dai depositi del Museo degli Sguardi di
Rimini/a cura di  Italia Nostra Sez. Rimini, Sonia Fabbrocino, Sonia Migani, Massimo Pulini  con la collaborazione di Guido Bartolucci 

L’esposizione di materiali dai depositi del Museo degli Sguardi intende sensibilizzare sulla ricchezza e sulla varietà delle raccolte che si devono ad appassionati viaggiatori e collezionisti, portando alla ribalta dall’oblio le raccolte etnografiche che evocano orizzonti lontani e che, con il loro linguaggio simbolico, favoriscono l’incontro e il dialogo fra le culture.

Un patrimonio di manufatti provenienti da Africa, Oceania, America Precolombiana e Cina, raccolti nella seconda metà del secolo scorso da
alcuni viaggiatori - collezionisti che con le loro cessioni hanno dato
vita all’attuale Museo degli Sguardi.

L’iniziativa è organizzata dai Musei Comunali di Rimini con l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e con la Società editrice Il Mulino, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Rimini e con la Biblioteca Gambalunga.

Per info: http://antico.comune.rimini.it/